Stifter, “Pietre colorate”

ADALBERT STIFTER – “Pietre colorate” – Mondadori

Leggo Stifter e penso a Walser, leggo Walser e penso a Bernhard. Si comincia a camminare in un paesaggio armonioso e rassicurante che sembra tutto comprendere e tutto rispecchiare, si continua senza mai fermarsi perchè ciò che sta fuori deve sostituire quello zero tondo e in definitiva inconsistente che si porta dentro, si prosegue fino all’orlo dell’abisso perchè camminare vuol dire portare in giro il delirio lucido, la variazione infinita, l’esistenza che soccombe e che riversa se stessa in un paesaggio che si fa atroce e malato. Ma il paesaggio è solo un occasione, il viaggio è interiore e le pagine di questi tre autori sono miracolosa letteratura.

Leave a Reply