Category Archives: letteratura svizzera

Loetscher, “L’ispettore delle fogne”

HUGO LOETSCHER – “L’ispettore delle fogne” – Casagrande

“L’occhio clinico delle fogne”

Nella galassia della letteratura mitteleuropea, Loetscher è l’ultima stella della costellazione svizzera che comincia a comporsi nella mia libreria. Li ho incontrati in ordine sparso, ma tutti hanno lasciato un segno, ognuno a suo modo. Gottfried Keller, Robert Walser, Max Frisch, Friedrich Durrenmatt, Ugo Loetscher, Adolf Muschg. Mi riprometto di tenerli d’occhio, cerco di seguire le loro strade, che a volte si incrociano, a volte conducono in luoghi molto lontani. Per quanto ne so, questo è l’unico romanzo di Loetscher tradotto in italiano. L’ispettore delle fogne è un personaggio eloquente, nel vero senso della parola, un personaggio che si impone per la sua eloquenza. Ci si aspetta di trovare un omiciattolo remissivo e solitario che sceglie di vivere nascosto nelle condutture ad occuparsi di acque di scolo perchè non ha il coraggio di affrontare la vita in superficie. Invece l’ispettore, in questo suo lunghissimo discordo, in questa sua relazione sulle fogne, ci dà una lezione di senso, ci espone la filosofia delle acque di scolo, ci illumina con la sua competenza e intanto parla di sè e della sua vita, dei tanti strampalati personaggi che ha incontrato svolgendo un lavoro di cui è giustamente orgoglioso.

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Keller, “Romeo e Giulietta nel villaggio”

GOTTFRIED KELLER – “Romeo e Giulietta nel villaggio” – Marsilio

“Il fiume scorreva ora tra cupi e alti boschi, che lo coprivano d’ombra, ora per l’aperta campagna, sfiorava villaggi addormentati e casolari isolati; a tratti rallentava il suo corso e nelle sue acque, simili a un calmo lago, la barca quasi si fermava, e di nuovo scorreva veloce tra alte rocce, lasciandosi dietro le silenziose sponde; e quando sorse l’aurora, dalle acque d’argento emerse una città con le sue torri. La luna calante, rossa come oro, disegnava una scia luminosa in mezzo al fiume, e su questa scia scese la barca, attraversandola lentamente, e mentre si avvicinava alla città, nell’aria gelida del mattino autunnale, due pallide figure, strettamente abbracciate, si lasciarono cadere da quella massa scura nelle fredde acque.”

 Walter Benjamin ritiene la prosa di Keller una delle più belle mai scritte in lingua tedesca e “Romeo e Giulietta nel villaggio” una novella immortale.

Muschg, “L’impiccato”

ADOLF MUSCHG – “L’impiccato” – Dadò

“Senza storie e senza raccontare storie non si può vivere, ma le storie sono bugie.” (Claudio Magris)

“…come se la fine di tutte le cose avesse fatto capolino e ridendo gli fosse passata accanto.”

Nove racconti precisi e taglienti, nove perfette macchine narrative nella migliore tradizione della letteratura mitteleuropea. Un autore che (ancora una volta) non avrei mai incontrato senza i suggerimenti di lettura convincenti e autorevoli di Magris. Per Muschg, considerato l’erede di Durrenmatt e di Frisch, “la letteratura è una ricerca sulla misura della capacità di sopportare la propria forma di vita”, il tentativo di “trovare delle chiare domande e poi di trovare, per queste domande, una chiara forma”. Quello che il lettore coglie è intensità, passione e smarrimento.