Buzzati, “La nera”

DINO BUZZATI – La “nera”- 2 Vol. Oscar Mondadori

Sto rileggendo Buzzati. Rileggendo, perché lo stile inconfondibile delle sue storie accompagna da sempre la mia passione per la letteratura. Un omaggio alla straordinaria creatività di uno scrittore che sa approfittare di insospettabili squarci nella nostra affrettata quotidianità per dare vita ad un impianto narrativo potente, incisivo e formalmente sempre elegante.

Quello che non conoscevo era il Buzzati giornalista. Questi due volumi raccolgono gli articoli di cronaca scritti da Buzzati per “Il Corriere della Sera” e per “Il Corriere d’informazione” tra il 1945 e il 1971. E’ la testimonianza di un giornalismo d’altri tempi, quando l’interesse del cronista non era quello di suscitare la morbosità dei lettori, ma semplicemente di informare. Già questo basterebbe come lezione di professionalità e, soprattutto, di rispetto per le tragedie che spesso la cronaca ha il compito di raccontare. La “nera” di Buzzati è anche altro.

E’ ritrovare ogni volta nelle varie vicende umane alcuni tra i suoi personaggi preferiti: la Morte, il Tempo, la Paura, il Destino. L’attitudine a narrare lo induce a cogliere dei delitti, le oscure ed incomprensibili ragioni, o ad intensificare la misteriosità delle vicende per trasformarle in veri e propri racconti surreali. Perché Buzzati aveva un bisogno incontenibile di raccontare storie, e lo faceva con la macchina da scrivere e con i colori ad olio. La sua grande passione era costruire vicende. “Buzzati prendeva la cronaca, come fa lo scultore con l’argilla e la lavorava. La arrotondava, la trasformava. La interpretava secondo la propria poetica. E così la cronaca diventava la cronaca di Dino Buzzati” (dall’introduzione di Lorenzo Viganò). Il materiale sul quale Buzzati operava era fatto spesso di eventi sanguinari e di delitti efferati. Gli articoli raccolti nei due volumi hanno come protagonisti pluriomicidi e aspiranti suicidi, carnefici e vittime. Ebbene, questo cronista d’eccezione ci prende per mano e ci accompagna attraverso crimini, misteri ed incubi, risvegliando in noi un sentimento che gli antichi conoscevano bene, ma che nella nostra epoca si va facendo sempre più raro: la pietas.

Un libro da leggere, e da regalare.

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