Copertina di “Tutto da rifare, pover’uomo…” di Hans Fallada (Mondadori)
Letteratura tedesca
Hans Fallada

Tutto da rifare, pover’uomo…

Editore
Mondadori
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Capita di trovare libri sulle bancarelle che ti obbligano a fare un percorso più lungo, apparentemente deviante, nell’avvicinamento ad un nuovo autore. Ma, come nei viaggi, abbandonare la strada maestra apre nuove prospettive e possibilità che sarebbero irrimediabilmente perse seguendo un percorso prestabilito, così avviene in questo girovagare, annusare, deviare, seguendo le tracce letterarie. Tutto questo per dire che ho iniziato a leggere Fallada da questo romanzo che, ora lo so, è la continuazione (o meglio, una sorta di riscrittura) del suo libro più famoso, senza dubbio meritatamente più famoso. Si tratta della versione simmetrica, speculare del suo pover’uomo, forse una specie di gioco letterario, di esperimento arguto. Questo mio girovagare, lo so, mi porterà alla fine a trovarmi a faccia a faccia con l’essenza di questo scrittore, ma quando ci arriverò non giungerò a mani vuote.

Questo romanzo mi ha rivelato una penna raffinata e arguta, uno spirito umoristico e ironico e la capacità, non scontata in un romanziere e assolutamente apprezzabile, di creare personaggi fedeli a se stessi. Me lo ricorderò quando leggerò le pagine drammatiche dei libri per cui Fallada è conosciuto.

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