Copertina di “Il grande tiranno” di Werner Bergengruen (Jaca Book)
Letteratura tedesca
Werner Bergengruen

Il grande tiranno

Editore
Jaca Book
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Affascinata da “La morte a Reval”, speravo di ritrovare in questo romanzo la voce di Bergengruen. Ho trovato un romanzo strano, un giallo con un impianto teatrale e una struttura argomentativa su un tema di tutto rispetto, soprattutto se consideriamo che è stato scritto in Germania nel 1935: i rapporti tra il potere e il male. Una sorta di saggio, anche profondo e articolato, che ha però reso l’impianto narrativo artificioso e, in ultima analisi, non necessario.

Mi ha invece colpito, moltissimo, la prosa di Pontiggia (di cui non ho mai, colpevolmente, letto nulla) nella Prefazione:

“L’autore dice di essere solo un cronista. Raramente commenta. Scrive in una prosa opaca, analitica, volta alle cose, ai fatti. Razzano all’inizio, contro il nerocupo della storia, alcuni oggetti preziosi: pavoni, gialli papaveri selvatici, un magnifico gatto orientale, il soffitto decorato a cigni, nella stanza dove Vittoria pensa all’amore. Presto resta solo il racconto nudo. Si impone il dialogo, ampio, prolungato, a volte astratto, raziocinante. I protagonisti si abbandonano spesso a uno scatto di oratoria. Vogliono saggiare la nostra resistenza?”. Peccato non aver letto lo stesso libro.

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