Pasternak, “Le barriere dell’anima”

BORIS PASTERNAK, “Le barriere dell’anima”, Garzanti

“Non puoi neppure immaginare quanto profondamente si imprima in me tutto quello che dici. Le tue parole stesse sono come maestosi, quieti spazi nei quali edifichi ed innalzi qualcosa. Come potrò mai liberarmi dal ritmo misurato della malinconia che incede, sul quale hai costruito la tua visita, il tuo testamento? Volevo poi dirti che possiedo un orecchio interiore, una sorta di profonda attenzione, primigeniamente, eternamente all’erta, con la quale sono restato ad attendere tutta la vita, con la quale ho aperto centinaia di lettere e altrettanti incontri come fossero lettere. Voglio dire che mi sono venute incontro molte cose grandi, rare, pure e forse anche tali da arricchirmi e da ispirarmi. Ma appunto “incontro”. In questo caso, invece, si tratta di un tranquillamente maestoso “accanto”, tu sei in qualche modo parte di quella stessa entità che fa sbandare di qua e di là tutto il mio destino.”

Questo libro è un privilegio. Dà la possibilità preziosa di seguire l’intrecciarsi di due vite attraverso innumerevoli lettere, profonde, acute, intelligenti, passionali (non sono lettere d’amore, ma ugualmente lettere piene di passione). Un carteggio lungo una vita, tra lo scrittore e la sua (a me ignota) cugina che pagina dopo pagina si rivela come una gran donna. La passione per la cultura, per lo studio e la scrittura nel bel mezzo dei tragici avvenimenti della storia russa del Novecento. Scrivere è come respirare, studiare e seguire il filo di una nuova idea è come respirare, e non importa se nemmeno c’è più carta su cui scrivere, e non importa se intorno il mondo impazzisce. Poi, verso la fine, attraverso le lettere di Pasternak si assiste, giorno per giorno alla nascita emozionante del suo capolavoro, fatta di gioia e di dolore, come ogni nascita. Imperdibile per chi ama la letteratura russa.

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