Loetscher, “L’ispettore delle fogne”

HUGO LOETSCHER – “L’ispettore delle fogne” – Casagrande

“L’occhio clinico delle fogne”

Nella galassia della letteratura mitteleuropea, Loetscher è l’ultima stella della costellazione svizzera che comincia a comporsi nella mia libreria. Li ho incontrati in ordine sparso, ma tutti hanno lasciato un segno, ognuno a suo modo. Gottfried Keller, Robert Walser, Max Frisch, Friedrich Durrenmatt, Ugo Loetscher, Adolf Muschg. Mi riprometto di tenerli d’occhio, cerco di seguire le loro strade, che a volte si incrociano, a volte conducono in luoghi molto lontani. Per quanto ne so, questo è l’unico romanzo di Loetscher tradotto in italiano. L’ispettore delle fogne è un personaggio eloquente, nel vero senso della parola, un personaggio che si impone per la sua eloquenza. Ci si aspetta di trovare un omiciattolo remissivo e solitario che sceglie di vivere nascosto nelle condutture ad occuparsi di acque di scolo perchè non ha il coraggio di affrontare la vita in superficie. Invece l’ispettore, in questo suo lunghissimo discordo, in questa sua relazione sulle fogne, ci dà una lezione di senso, ci espone la filosofia delle acque di scolo, ci illumina con la sua competenza e intanto parla di sè e della sua vita, dei tanti strampalati personaggi che ha incontrato svolgendo un lavoro di cui è giustamente orgoglioso.

 Certo, l’ispettore è un uomo morboso, che vive in un mondo oscuro e rimosso, ma possiede punti di riferimento, competenze e aspirazioni: è il mondo della superficie, quello che ha bisogno delle fogne per poter continuare a vivere, che appare instabile e illusorio.

 “Qualunque sia il futuro che ora ha inizio, qualunque sia l’ordine che verrà instaurato, l’avvenire, anche il più luminoso, e il mattino, anche il più ricco di giustizia, produrranno sempre acque di scolo e qualcuno che devii queste acque di scolo e ispezioni i loro canali ci vorrà pur sempre. Io non credo nell’individuo ma credo nel fatto che egli possa occupare un posto adatto a lui ed è questo posto che non vorrei perdere. Posso aspirare a succedere a me stesso? Sono a vostra disposizione.”

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