Hacking, “I viaggiatori folli”

IAN HACKING – “I viaggiatori folli” – Carocci

“Un burattino nelle mani di un sogno”

Albert Dadas non è il personaggio di un romanzo. La sua follia è stata reale e l’ha accompagnato per tutta la sua esistenza tormentata. Questo libro, molto bello e molto ricco, permette al lettore di fare la sua conoscenza. Albert Dadas è la sua malattia. C’è qualcosa di affascinante e di ammirevole in questo suo continuo bisogno di viaggiare, (o almeno, ci sarebbe, se non fosse così doloroso) in questa sua coerenza nel cercare di continuo una bella strada bianca da percorrere a piedi. Questo libro è molto più della storia di Albert, è una convincente analisi delle cause dell’epidemia di viaggiatori folli, scoppiata in Francia nel 1887. E’ anche uno studio accurato e ben documentato della comparsa in varie epoche di sindromi psichiatriche difficili da definire e della loro successiva scomparsa. Tra tutte, la sindrome di cui Albert era affetto: il “determinismo ambulatorio”. Difficile dimenticare l’espressione del volto di quest’uomo immortalato nelle fotografie che il libro contiene. “Mi svegliai il giorno dopo, capii soltanto di essere stato un burattino nelle mani di un sogno”, non è la frase di un poeta, ma di Albert Dadas, semianalfabeta.

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