Celan, “Sotto il tiro di presagi”

PAUL CELAN – “Sotto il tiro di presagi” – Einaudi

NON SCRIVERTI

tra i mondi,

 tieni testa

alla varietà dei significati,

 fidati della traccia di lacrime

e impara a vivere.

 Dai “Quaderni” di Cioran:

 “Paul Celan si è gettato nella Senna. Hanno trovato il suo cadavere lunedì scorso. Un uomo affascinante e impossibile, feroce, ma con accessi di mitezza, che amavo molto e che evitavo per paura di ferirlo, poichè tutto lo feriva. Ogni volta che lo incontravo stavo in guardia, e mi controllavo al punto che dopo mezz’ora ero estenuato.”

 “Poco fa, uscendo di casa, mentre attraversavo rue Racine, ho pensato improvvisamente alla tomba di Celan. Ed è allora che ho capito che era morto, e cioè che non lo avrei mai più rivisto. Non è che amassi molto Celan – la sua suscettibilità lo rendeva spesso odioso, e poi c’è stata una circostanza in cui si è comportato con me in modo indegno, riusciva perfino a essere feroce – ma aveva un sorriso tra i più belli che abbia mai visto, e se poco fa, pensando a lui all’improvviso, ho provato una sorta di emozione, significa che per me esisteva.”

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