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Peter Handke, “Prima del calcio di rigore”


PETER HANDKE – Prima del calcio di rigore – Feltrinelli

prima del calcio di rigore“Di colpo tutto ciò che lo circondava gli riusciva insopportabile. Si chiese se si fosse svegliato proprio perché a un determinato momento, cioè poco prima dell’alba, tutto diventava di colpo insopportabile. Il materasso su cui giaceva era avvallato, gli armadi e i cassettoni stavano a grande distanza contro le pareti, il soffitto sopra di lui era insopportabilmente alto. C’era tanto silenzio nella stanza semibuia, fuori nel corridoio e soprattutto fuori sulla strada, che Bloch non ce la fece più. Una violenta nausea lo afferrò”.

L’ansia del portiere, la sua paura prima del calcio di rigore, a questo allude il titolo originale di un romanzo con il quale Handke stravolge, declinandolo con modalità del tutto inedite, un racconto che all’apparenza potrebbe ascriversi al genere poliziesco, o meglio, al thriller. E’ una questione di sguardo e quello dello scrittore austriaco è sempre esageratamente aperto sulla realtà, con una visione talmente nitida da renderla estraniante, ma anche esageratamente attento a cogliere le tracce di quella oscurità interiore che rende il vivere enigmatico e inquietante. “Quei suoi occhi da poeta, da mistico, da fantasma, da angelo sullo spettacolo fuggevolissimo ed eterno del mondo”, per usare alcune delle parole che gli dedica Chiusano in “Literatur”.

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Peter Handke, “La donna mancina”

PETER HANDKE – La donna mancina – Garzanti

la donna mancina“Aveva i capelli castani e degli occhi grigi che anche quando non guardava nessuno talvolta si riempivano di luce, senza che per questo il suo viso avesse a mutare”.

Marianne è enigmatica e chiusa intorno al tesoro della propria interiorità, netta e pura come un cristallo che riflette e assorbe ciò che la circonda, rifrangendolo in mille luminosi frammenti, così come puro, di una purezza cristallina, netto come la luce invernale che lo inonda, è questo breve romanzo di Handke. Marianne è la donna imperscrutabile che pure attira a sé chi incrocia i suoi passi, così come estraniante ma al contempo avvincente è la prosa che la vede protagonista. Marianne si chiama fuori dal gioco delle abitudini, degli schematismi e delle sicurezze psicologiche, e facendolo entra in un mondo a latere, dove la solitudine – scotto da pagare – è una condizione difficilmente sopportabile che però regala un’inedita visione delle cose, “una accresciuta forma di realtà” che rende tutto in un certo senso più vicino, più a portata di mano, così che le cose risultano sbalzate dal loro sfondo abituale e, finalmente, tutte indistintamente degne di attenzione.

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Peter Handke, “La notte della Morava”

PETER HANDKE – La notte della Morava – Garzanti

“La notte della Morava”, uscito in Germania nel 2008, non è l’ultimo romanzo di Handke, ma possiede tutte le caratteristiche dell’opera definitiva: le sue pagine sono il resoconto poetico di una vita, la riscoperta e la rilettura di un’origine e di una appartenenza, il canto di una balcanicità perduta, la lotta all’ultimo sangue condotta fino al rifiuto, fino al silenzio, contro la scrittura, contro un destino e una vita ad essa dedicati. E ancora: un pellegrinaggio a tappe verso luoghi e paesaggi dell’anima, un viaggio interiore nella memoria e nella consapevolezza della propria essenza e poi il bilancio di un amore, così conturbante e violento da essere desiderato, ma innumerevoli volte rifiutato e avvertito come un pericolo. Handke, che è uno scrittore esigente con i suoi lettori, con il suo stile ostico, spesso criptico, con le sue favole metafisiche, con quegli sprazzi di poeticità così rari, improvvisi e avari che sembrano evitare di proposito qualsiasi possibilità di condivisione o di riconoscimento, con questo romanzo li travolge letteralmente, concedendo loro l’accesso ad una materia narrativa fantastica ma anche evidente trasposizione di esperienze e memorie reali, oltretutto strutturata in modo geniale ed accattivante, in grado di mantenere uno schermo, una sorta di residua distanza tra l’autore e la narrazione e quindi tra l’autore e il lettore.

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