Schmidt, “Alessandro, o Della verità”

ARNO SCHMIDT – “Alessandro, o Della verità” – Einaudi

“E nell’agorà fanno ressa prestidigitatori truffaldini e pugilatori, tagliaborse, ruffiani, ciarlatani e puttane. E nel migliore dei casi si tratta di poveri deficienti, zerbinotti vanesi e tromboni privi di cervello. E ognuno di costoro è soddisfatto di sè, si atteggia a massima dignità, si inchina con cortesia, gonfia grossolanamente le guance, gesticola con le mani, guata allocchito, schiamazza, strilla. (Hanno un sacco di termini: esperto della vita: è uno, che conosce un numero sufficiente di furfanterie spicciole. – Carattere in sè concluso: ha finalmente disimparato qualsiasi ideale. – Maniere disinvolte: sfacciato e, già da un pezzo, maturo per la forca). Questi sono i piccoli; e i grandi: ogni uomo di Stato, politico, oratore, principe, condottiero, ufficiale, va strozzato senza indugio, prima che trovi il tempo e l’occasione di acquistare il nome di grande a spese dell’umanità. – E chi sono allora i soli grandi? Artisti e scienziati! E basta! E tra costoro il più piccolo onest’uomo è mille volte più grande del grande Serse. – Se gli dei si offrissero di esaudirmi 3 desideri, uno di questi sarebbe l’immediata liberazione della Terra dal genere umano. Nonchè dagli animali (anche essi sono ormai troppo malvagi). Le piante, già meglio (tranne le insettivore). – Il vento si fa più forte”.

 Quattro racconti lussureggianti, talmente ricchi da essere inesauribili, che promettono meraviglie ad ogni rilettura, che chiedono di essere riletti e nuovamente esplorati dopo la prima entusiasmante scoperta. Si può tessere l’elogio della ragione umana e del suo inesauribile bisogno di ricercare la verità e seminare, ad ogni passo, altissima poesia? Serve intelligenza, cultura, ironia. E un grande stile capace di esprimerli. Ovviamente questo capolavoro non è più edito in Italia.

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