Cataluccio, “Chernobyl”

FRANCESCO M. CATALUCCIO – “Chernobyl” – Sellerio

Per puro caso, uno di quei casi che i lettori conoscono bene, ho letto questo libro dopo aver terminato quello straordinario documento che è “Preghiera per Chernobyl” della Aleksievic, mettendomi così nella condizione ideale per apprezzare al meglio il testo di Cataluccio. Inutile dire che sono ancora vive in me, e credo che lo resteranno ancora a lungo, le infinite suggestioni di “Vado a vedere se di là è meglio”. Ho ritrovato la voce di quella che ormai considero una guida di cui mi è agevole seguire il passo. Cataluccio unisce la passione del giornalista e la cultura dello studioso all’amore per l’Est europeo, e parla di ciò che conosce perchè in quelle terre ha abitato  a lungo, parla di Chernobyl perchè ci è stato e di radiazioni perchè in minima parte ne ha subito gli effetti.

Allora questo è il libro di un giornalista che sembra riallacciarsi idealmente alle voci contenute in “Preghiera per Chernobyl'”, il diario polacco dell’autore che dalla Polonia registrava fatti e reazioni nei giorni successivi all’incidente nella centrale nucleare, il saggio dello studioso di letteratura che indaga attraverso le opere di grandi scrittori russi sullo spirito di un popolo che sembra avvertire con naturalezza la presenza del demoniaco nella vita quotidiana (bellissimo il capitolo “Mefistofele e Faust a spasso per la Russia”) e infine di uno storico che aiuta il lettore a capire quali grandi tragedie hanno dovuto subire il popolo ucraino e bielorusso nella storia del Novecento.

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