Mari, “Rosso Floyd”

MICHELE MARI – “Rosso Floyd” – Einaudi

Che cosa cerco nella letteratura.

Che cosa trovo nei libri che amo.

Cerco una guida che mi conduca in territori che io da sola non riuscirei mai a raggiungere e che poi mi riporti a casa, lasciandomi però la sensazione che non ho visto tutto ciò che avrei potuto vedere, che ho assaporato solo una parte della ricchezza in cui mi sono imbattuta.

Cerco ciò che non finisce, che non si consuma, che non si concede mai completamente.

Cerco una voce intima che parli a ciò che io sono, ma anche solenne, che mi mostri ciò che mi affascina ed è così altro, così lontano e così inafferrabile.

Cerco la complessità che è insicurezza e vertigine, ma anche profondità e consolazione.

Cerco parole che facciano diventare tutto ciò carne e sangue.

Cerco un creatore che dia vita a ciò che prima non esisteva, perchè io non so creare, so, al massimo, mettere in fila delle parole.

Dopo averlo seguito lungo i passages parigini e nel lato oscuro della luna, so che Mari è, per me, tutto questo.

Sono molto grata a chi mi ha permesso di scoprirlo.

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