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Henry James, “Il carteggio Aspern e altri racconti italiani”

HENRY JAMES – Il carteggio Aspern e altri racconti italiani – Garzanti

Il carteggio Aspern“Guarda come la città si ammanta di luci coll’avanzare dell’estate; come il cielo e il mare e l’aria rosata e il marmo dei palazzi mandano bagliori fondendosi insieme”.

Quanto si addice il genius loci veneziano alla scrittura di James che in questo racconto perfetto si dipana tra gli spettri luminosi del passato e la loro eco tenace sopravvissuta al tempo presente, ma celata a difesa del suo geloso disfacimento. Venezia che accarezza, attutisce, rallenta e dilaziona, splendida e misteriosa, teatro perfetto di una vicenda intessuta sul ricordo, sul sogno, forse sull’illusione, sicuramente sulla passione, sui suoi vari accenti e riverberi, perché essa stessa è un teatro, l’immensa quinta di un teatro sul quale i vivi e le ombre di chi un tempo è stato vivo condividono la stessa affascinante bellezza. E’ il genius loci veneziano che accoglie una vicenda curiosa, strana, vagamente puriginosa, la accosta alle infinite storie che hanno animato le stanze nascoste dietro le preziose facciate dei palazzi, nobilitati dai merletti di pietra e involgariti dalla muffa che ne mina le fondamenta, e a loro la accomuna, ammantandola di mistero. E il mistero impreziosisce il destino degli uomini, lo salva dalla banalità e dall’inconsistenza, lo rende unico e inimitabile; il mistero rende vivo in eterno persino ciò che per sua natura è transitorio e fortuito e forse perciò tanto ambito: la bellezza e l’amore.

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