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letteratura tedesca

ALFRED DÖBLIN, “L’assassinio di un ranuncolo”, Oscar Mondadori

Traduzione, cura e introduzione di Eva Banchelli

alfred doblin - l'assassinio di un ranuncolo

“Fui assistente in vari manicomi. Tra quei malati mi sentii sempre a mio agio. Realizzai allora che, accanto a piante, animali e pietre, posso sopportare solo due categorie di esseri umani:i bambini e i pazzi, per l’appunto. Per loro nutro da sempre un vero amore e se mi si chiede a quale nazione appartengo rispondo: né ai tedeschi né agli ebrei, ma ai bambini e ai pazzi.”

Nel giro di circa trent’anni nel primo Novecento la letteratura tedesca, o meglio, in lingua tedesca, ha dato al mondo tre capolavori, nati, quasi miracolosamente, in uno dei periodi più bui della nostra storia. Si tratta di “Berlin Alexanderplatz” di Alfred Döblin (tedesco di origine ebraica) edito per la prima volta nel 1929, di “Auto da fé” di Elias Canetti (bulgaro naturalizzato britannico di lingua tedesca, anch’egli di origine ebraica, insignito nel 1981 del Premio Nobel), edito nel 1935, e de “Il tamburo di latta” di Gunter Grass (Premio Nobel nel 1999) edito nel 1959.